Il giorno dell’ape libro bello ma non bellissimo

Bello, ma non bellissimo. “Il giorno dell’ape” (646 pagine, edizioni Einaudi) è a tratti avvincente e a tratti noioso. E’ una saga familiare in tutto il suo peggiore aspetto. Nel senso che si alternano ferocia e amore. Il libro di Paul Murray è ambientato in un paese a due ore di distanza da Dublino. Si articola in cinque parti. Il pregio maggiore è che i personaggi sono ben caratterizzati. Giusta la recensione di Saviano: E’ un’apocalisse quotidiana. Non ci sono fiamme, ma tormenti.

Purtroppo spesso sparisce la punteggiatura. Chiaramente non è una scelta dell’autore. E’ un problema di stampa che complica un po’ la lettura. Ma nemmeno troppo. 

Tutto ruota attorno alla famiglia Barnes ed ai suoi guai provocati dalle difficoltà della concessionaria che gestisce il capofamiglia. Ma lui, invece di affrontare la situazione , trascorre le giornate costruendo un bunker a prova di apocalisse. Le difficoltà finanziarie provocano cambiamenti anche nelle abitudini e nei comportamenti della moglie e dei due figli. Ambientalismo e bisessualità sono argomenti trattati a volte in modo esaustivo, altre con un po’ di superficialità. 

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